Introduzione – Trattamento fisioterapico della distorsione alla caviglia

Per distorsione alla caviglia si intende un evento traumatico provocato da un movimento eccessivo che va oltre il limite fisiologico dell’articolazione e che comporta uno stiramento dei tessuti senza il distacco o perdita di contatto dei capi ossei articolari (altrimenti si tratterebbe di “lussazione”).

A seconda dell’intensità della distorsione, questo tipo di trauma può andare dalla semplice distrazione alla lesione vera e propria dell’apparato capsulo-legamentoso!

Può inoltre riguardare il compartimento mediale (interno) o esterno della caviglia.

Nei casi più importanti la lesione delle strutture muscolari, tindinee, legamentose o cartilaginee, può essere associata ad una frattura ossea.

Per questo nei casi più importanti è necessario eseguire subito un controllo radiografico (Rx della caviglia) per scongiurare la presenza di fratture.

Gli accertamenti invece più adatti per indagare i danni ai tessuti molli (muscoli, tendini, legamenti, cartilagini) sono l’ecografia in prima battuta e se necessario la risonanza magnetica.

Quali sono le situazioni in cui si hanno più distorsioni alla caviglia

La distorsione di caviglia è l’episodio traumatico più comune dell’arto inferiore e una dei motivi più frequenti per i quali i giovani sportivi si rivolgono al fisioterapista.

Pensa che solo in Italia, si registrano circa 5000 eventi di distorsioni di caviglia al giorno, e avvengono quasi tutti per incidenti in ambito sportivo o nel corso di attività ludiche.

Gli sport con maggiore incidenza sono quelli in cui si pratica la corsa con rapidi cambi di direzione come il calcio, il basket, il rugby, la palla a mano, il tennis e gli sport da combattimento come il judo e il karate.

Ovviamente non è lo sport ad essere un rischio ma il modo in cui si affronta!

Se le federazioni sportive prendessero atto di questi dati e impostassero un protocollo di allenamento mirato alla prevenzione di questo tipo di traumi sicuramente i casi di distorsioni diminuirebbero vertiginosamente.

Naturalmente va fatta una distinzione tra i traumi distorsivi che avvengono durante uno scontro di gioco e quelli che l’atleta durante la normale esecuzione di un gesto atletico senza interferenze esterne.

La prevenzione deve avere l’obiettivo di ridurre soprattutto le recidive e minimizzare gli eventi distorsivi che si manifestano senza contatto fisico o interferenze esterne.

Questa ultima categoria di infortuni, come quella delle recidive, potrebbe essere causata da disfunzione di movimento che vanno indagate attraverso degli specifici test.

Un pò di anatomia: da cosa è costituita la caviglia

La caviglia è quel complesso articolare che è situato all’estremità inferiore di tibia e perone, che sono le ossa della gamba, e l’astragalo, un osso che forma l’estremità superiore del piede.

Gli ampi movimenti di questa articolazione sono protetti da un complesso sistema legamentoso, 4 legamenti nella parte mediale (interna) e 3 legamenti nella parte laterale (esterna). Questo sistema biomeccanico permette 2 tipi di movimento:

  • Flessione: quando si tira su la parte anteriore del piede (es. quando si cammina sui talloni);
  • Estensione: quando si porta in basso la parte anteriore del piede (es. quando si cammina sulle punte).

Questi movimenti avvengono nell’articolazione tibio-tarsica (tra tibia e astragalo) che appartiene al complesso anatomico della caviglia, assieme ad altre due articolazioni:

  • la tibio-peroneale inferiore: tra tibia e perone;
  • l’articolazione sottoastragalica: tra astragalo e calcagno.

anatomia della caviglia

Quali sono i sintomi della distorsione alla caviglia

I sintomi caratteristici della distorsione sono:

  • Gonfiore precoce della caviglia nella sede della distorsione, quindi nel caso di una distorsione laterale si verificherà un edema in prossimità del malleolo esterno con un aumento di temperatura della zona;
  • Dolore acuto locale alla palpazione, al movimento e in molti casi anche al semplice carico (stando in piedi fermi si accusa dolore);
  • Limitazione del movimento;
  • Ecchimosi (accumulo di sangue) tardiva, spesso ben visibile in zona declive (sotto i malleoli).

Come ci si deve comportare se si subisce una distorsione alla caviglia

In casi come questi si deve andare prima possibile al pronto soccorso o dal proprio Medico di Base per valutare l’entità della distorsione. In tutti i casi, per ridurre la sintomatologia nell’immediato puoi applicare il protocollo PRICE. Questa parola è un acronimo inglese e sta a significare:

  • Protetezione, immobilizza la parte con una fasciatura o un tutore.
  • Riposo, tenere l’articolazione ferma;
  • Ice = Ghiaccio, applicare il ghiaccio sulla zona dolente;
  • Compressione: fasciare l’articolazione con un bendaggio compressivo;
  • Elevazione: per facilitare il drenaggio dell’articolazione mettere il piede in posizione elevata (es. stando seduti o sdraiati mettendo il piede in alto).

Per distorsioni lievi è sufficiente una fasciatura che tenga immobilizzata l’articolazione, mentre per condizioni gravi può essere necessario un tutore per circa 20 giorni.

Il tutore verrà comunque tolto durante i trattamenti fisioterapici.

In cosa consiste il trattamento fisioterapico dopo una distorsione alla caviglia

A tal proposito vi racconterò il percorso terapeutico di Matteoun ragazzo di 30 anni che durante una partita a calcetto ha subito un lieve evento distorsivo alla caviglia destra.

Dopo aver tenuto una fasciatura per 15 giorni, si è recato presso un Centro di Fisioterapia affiliato, per il recupero.

Nella valutazione iniziale Matteo si presentava con una caviglia gonfia, dolente e con un’importante limitazione di movimento.

Durante le prime sedute ci siamo impegnati a ridurre il dolore e a recuperare la mobilità dell’arto.

Per raggiungere questi obiettivi abbiamo integrato le più moderne apparecchiature di terapia fisica con le migliori tecniche di Terapia Manuale:

  • Tecarterapia applicata in modalità impulsata e integrata con linfodrenaggio manuale, al fine di ridurre il gonfiore dell’articolazione; *nella modalità “pulsata” l’energia viene emessa ad impulsi e non in modo continuo come solitamente accade, in questo modo si ottiene uno stimolo biologico senza che si generi un calore endogeno eccessivo.
  • Laserterapia, per dare uno stimolo biologico nella riparazione dei tessuti;
  • Tecniche manuali di mobilizzazione, per migliorare il range di movimento.
  • Eventualmente idrokinesiterapia.
  • Dopo le prime sei sedute, Matteo ha riferito un netto miglioramento, ed ha abbandonato l’utilizzo delle stampelle. Nello step successivo abbiamo iniziato a lavorare con esercizi attivi in modo da:
    • recuperare il tono muscolare;
    • recuperare la propriocettività;
    • recuperare la stabilità dell’articolazione.

In questa fase terapeutica Matteo ha eseguito esercizi attivi sia a corpo libero che con moderni dispositivi come:

  • Vibrazioni meccaniche: una pedana ad alta tecnologia che tramite l’erogazione di vibrazioni a frequenze specifiche consente un miglior reclutamento delle fibre muscolari e rende più efficaci gli esercizi per il potenziamento muscolare;
  • Sistema Propriocettivo computerizzato, che consiste di una tavoletta oscillante collegata ad un pc che registra la qualità dei movimenti che effettuiamo.
    Questo dispositivo consente di effettuare dei test per individuare il livello di equilibrio e propriocezione del nostro corpo e con dei percorsi specifici è possibile raggiungere degli ottimi miglioramenti.

Matteo è riuscito a recuperare la sua caviglia in maniera ottimale, e abbiamo il piacere di vederlo mensilmente per dei trattamenti di fisioterapia dedicati al miglioramento funzionale e del gesto atletico.

Se anche tu hai subito una distorsione di caviglia non interrompere i trattamenti dopo la scomparsa dei sintomi.

I problemi dopo una distorsione non sono solo il danno anatomico  delle strutture della caviglia, ma riguardano anche il controllo motorio.

Dopo una distorsione anche il nostro sistema di controllo a livello neurogico subisce un alterazione.

Come una centralina elettronica che va “fuori fase”, per questo è molto importante riprogrammare il movimento e la coordinazione del gesto funzionale attraverso un grogramma specifico di riabilitazione, allenamento e movimento.

Fonte: https://www.fisioterapiaitalia.com/

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