Dolore alla caviglia cosa fare appena si presenta

Il dolore alla caviglia è solitamente causato da una distorsione, ma può anche essere dovuto ad altri disturbi come instabilità articolare di caviglia, artrite, gotta, tendinite, frattura ossea, compressione di un nervo (come sindrome del tunnel tarsale), infezione e scarso allineamento strutturale della gamba o del piede.

Al dolore alla caviglia spesso può essere associato gonfiore, rigidità, arrossamento e calore nell’area interessata: il dolore viene solitamente descritto come “intenso e sordo” e che si manifesta appoggiando il piede a terra o durante il movimento della caviglia stessa.

I trattamenti fisioterapici

Il trattamento fisioterapico della distorsione alla caviglia nella fase iniziale consiste in riposo, ghiaccio, elevazione e immobilizzazione, ma, in base alla causa del dolore, può includere anche farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), come ibuprofene e se necessario bendaggio funzionale.

Poi, progressivamente si possono inserire trattamenti con mezzi fisici come:

  • Tecarterapia
  • Laserterapia
  • Ultrasuoni
  • Microcorrenti
  • Ipertermia

L’utilizzo della terapie strumentali per le diverse patologie e dolori della caviglia sono molto efficaci per lo stimolo biologico dei tessuti e per la riduzione dell’infiammazione. È fondamentale però, utilizzare il singolo dispositivo in modo mirato, in base al quadro clinico e la fase terapeutica.

I mezzi fisici in fisioterapia devono essere utilizzati con la giusta dose di energia altrimenti rischiano addirittura di rallentare i processi riparativi. Nelle fasi successive insieme alla terapia fisica si possono inserire nel percorso terapeutico anche:

  • Massoterapia
  • Terapia mio-fasciale
  • Terapia manuale
  • Riabilitazione funzionale
  • Riabilitazione propriocettiva

I vari trattamenti inseriti nel percorso terapeutico del singolo paziente in base al quadro clinico e alla fase terapeutica acuta,sub acuta o cronica. Il fisioterapista esperto con il medico specializzato, grazie alla valutazione ed all’immagini di diagnostica strumentale, possono determinare al meglio la causa del dolore, definendo una diagnosi precisa e di conseguenza il percorso terapeutico adeguato.

Struttura della caviglia

Il piede e la caviglia sono una complessa rete di ossa, legamenti, tendini e muscoli, con la caratteristica peculiare di dover essere abbastanza forte per poter sopportare il peso corporeo e contemporaneamente abbastanza mobile per permettere alla persona di muoversi in libertà.

La caviglia è un’articolazione in grado di muovere il piede in tutte le direzioni, dove i due movimenti principali sono la flessione plantare, che permette di portare la punta del piede lontana dal corpo, e la flessione dorsale, che permette di portare la punta del piede verso il corpo. A livello anatomico, l’articolazione della caviglia è costituita da tre ossa suddivise su un piano superiore ed uno inferiore: sul piano superiore troviamo il mortaio dell’articolazione costituto da tibia e perone, che accolgono l’osso del piede del piano inferiore chiamato astragalo per costituire l’articolazione.

L’estremità distale della tibia forma la porzione interna della caviglia, mentre l’estremità distale del perone forma la porzione esterna della caviglia: queste due estremità che troviamo su entrambi i lati dell’articolazione sono visibilmente sporgenti e prendono il nome di malleoli. I malleoli forniscono stabilità ai movimenti articolari della caviglia, garantendo un importante sostegno laterale per il corpo durante la posizione eretta e la deambulazione. La stabilità articolare della caviglia viene garantita anche dalla presenza dei legamenti: sul margine esterno, troviamo i legamenti collaterali laterali (dove i più importanti sono il legamento peroneo-astragalico anteriore, peroneo-astragalico posteriore e peroneo-calcaneare) che collegano il malleolo laterale del perone alle ossa del piede, mentre sul margine interno troviamo i legamenti collaterali mediali (la cui unione costituisce il legamento deltoideo) che collegano il malleolo mediale della tibia alle ossa del piede.

L’articolazione della caviglia è circondata da una capsula articolare fibrosa ed è avvolta sia anteriormente che posteriormente dai tendini dei grandi muscoli della gamba. Il tendine di Achille è la porzione ultima del muscolo del polpaccio che e si attacca alla parte posteriore del tallone, avvolgendo posteriormente l’articolazione. Il tendine del tibiale posteriore avvolge internamente la caviglia passando dietro il malleolo mediale, il tendine peroneale invece la avvolge esternamente passando dietro il malleolo laterale, mentre il tendine del tibiale anteriore avvolge la caviglia sulla parte anteriore dell’articolazione.

L’articolazione della caviglia ha l’innata capacità di muovere il piede, riuscendo a raggiungere in condizioni normali circa 45° di flessione plantare e circa 20° di flessione dorsale partendo dalla posizione neutra ad angolo retto. I muscoli che regolano i movimenti della caviglia hanno origine dalla gamba e il loro continuo lavoro di contrazione-rilassamento permette la stabilizzazione della caviglia durante la deambulazione.

Sintomi del dolore

Può essere percepito dolore all’interno o all’esterno della caviglia o lungo il tendine di Achille, dando un’indicazione sulle possibili cause dell’origine del dolore. Sebbene un dolore lieve alla caviglia spesso possa rispondere bene ai trattamenti domestici, alcune volte può essere necessario un po’ più di tempo per risolverlo definitivamente: in caso di dolore forte, soprattutto se si è presentato a seguito di una lesione, bisogna sempre contattare un medico specializzato che possa fare una diagnosi precisa. Il dolore alla caviglia è spesso accompagnato da questi segni e sintomi:

  • rigidità
  • gonfiore
  • rossore
  • calore
  • sensibilità alterata
  • sensazione di poca stabilità dell’articolazione.

Dolore alla caviglia senza gonfiore

Il dolore alla caviglia non sempre è accompagnato da gonfiore: dopo un forte trauma ad esempio, il medico può richiedere un esame radiologico per determinare la natura del problema, e scoprire se ad esempio alla base è presente una frattura ossea. Le fratture della caviglia possono verificarsi senza traumi significativi soprattutto nelle persone con ossa deboli, come ad esempio quelle che soffrono di osteoporosi: a volte si tratta di piccole fratture ossee da stress, che comportano dolore importante e sensibile alla pressione, ma difficilmente gonfiore.

Dolore alla caviglia con gonfiore

Il dolore alla caviglia si può presentare a seguito di una distorsione, ed in questi casi è quasi sempre associato a gonfiore e lividi che possono perdurare per circa una o due settimane: tuttavia, il più delle volte, sono necessari diversi mesi di riabilitazione per poter guarire completamente da una lesione grave alla caviglia.

Cause

La distorsione è una delle cause più comuni di dolore alla caviglia, e costituisce circa l’80% di tutte le lesioni che colpiscono questa articolazione: la distorsione si verifica quando la caviglia fa un movimento innaturale che allunga eccessivamente i capi ossei che la compongono, provocando una lacerazione più o meno grave dei legamenti che la stabilizzano.

Distorsione

La maggior parte delle distorsioni della caviglia si verifica quando il piede rotola su se stesso causando una rotazione esterna verso il suolo e coinvolgendo di conseguenza la parte laterale esterna: questo evento, nella maggior parte dei casi, stira o addirittura rompe i legamenti che si trovano sulla parte esterna dell’articolazione.

La lesione tipica si verifica quando la caviglia viene improvvisamente “storta” a seguito di un salto od uno scatto durante un’attività sportiva o di un appoggio del piede su una superficie irregolare come una strada di campagna od una strada dissestata: il dolore è inizialmente severo ed invalidante e spesso associato a una sensazione di “pulsazione interna”. Subito dopo una distorsione di caviglia, nell’area della lesione si verifica una lacerazione della capsula articolare che crea un edema e gonfiore immediato ed una lesione dei legamenti che crea una rottura dei vasi sanguigni con conseguente ematoma e livido: questo aumento della pressione interna dell’articolazione causa forte dolore quando si prova a muovere la caviglia. L’intensità del dolore potrebbe non indicare necessariamente il grado di danno accorso ai legamenti.

Le lesioni dei legamenti sono spesso classificate da I a III grado in base alla gravità del danno, dove una piccola lesione corrisponde ad un basso grado mentre una lesione completa corrisponde ad un alto grado: mentre una lesione parziale, se curata bene e precocemente, permette di mantenere una buona stabilità meccanica della caviglia, una lesione completa dei legamenti provoca una grossa perdita di stabilità articolare a causa della perduta capacità dei legamenti stessi di supportare efficacemente i diversi movimenti della caviglia. Il dolore alla caviglia può anche essere il risultato di:

  • artrite o artrosi
  • gotta
  • danni o lesione ai nervi, come la sciatica
  • vasi sanguigni bloccati
  • infezione dell’articolazione
  • frattura ossea
  • tendinite

Gotta

La gotta si verifica quando l’acido urico si accumula nel nostro corpo: questa concentrazione più alta del normale di acido urico (un sottoprodotto della normale degradazione del corpo delle vecchie cellule) può depositare cristalli all’interno delle articolazioni, causando di conseguenza un dolore acuto e forte, che in questo caso si sviluppa su tutto il piede, provocando un grosso edema e gonfiore.

Pseudogotta

La pseudogotta è una condizione simile alla precedente in cui si accumulano depositi di calcio all’interno delle articolazioni. I sintomi della gotta e dello pseudogotta sono solitamente dolore, gonfiore ed arrossamento, ma il dolore alla caviglia può anche essere causato da infiammazioni articolari come l’artrite.

Artrite

Diversi tipi di artrite possono causare dolore alle caviglie, articolazioni che soffrono spesso anche di artrosi. L’osteoartrite è spesso causata dall’usura delle articolazioni, che sono vittime di un processo infiammatorio acuto continuo che con l’avanzare dell’età può portare a sviluppare artrosi. L’artrite settica è l’artrite causata da un’infezione batterica o fungina, e può causare dolore intenso alle caviglie se sono le articolazioni infettate.

Tendinite

La tendinite è un’infiammazione a carico del tendine o delle strutture che lo rivestono: nel caso dell’articolazione della caviglia, possiamo trovarci difronte a tendiniti del tendine di Achille, del tendine tibiale posteriore o del tendine peroneale. Le patologie a carico dei tendini che avvolgono la caviglia possono essere sia causate da traumi, acuti come conseguenza di lesioni improvvise durante uno sport o cronici come conseguenza di uno stress prolungato come quello dovuto alla corsa, sia causate da malattie infiammatorie come l’artrite reattiva, l’artrite reumatoide e la spondilite anchilosante. Tutte le forme di tendinite causano dolore, gonfiore e sensibilità alla palpazione nell’area del tendine interessata: in caso di evento acuto, come un infortunio sportivo, il trattamento prevede immediatamente l’immobilizzazione dell’area, l’elevazione della gamba infortunata, la limitazione del carico, e l’applicazione di ghiaccio, mentre se possibile è opportuno evitare l’uso di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS). In caso di infiammazione più grave può essere opportuno utilizzare un tutore ortopedico: la partecipazione all’attività sportiva dovrebbe essere limitata quando il tendine è ancora infiammato, poiché esiste un rischio significativo di rottura o lacerazione del tendine stesso, specialmente nel caso del tendine d’Achille. Infatti, la rottura del tendine di Achille si verifica più frequentemente nei pazienti che hanno avuto una precedente infiammazione del tendine di Achille: in questi casi, la soluzione più risolutiva è quella di un intervento di chirurgica ortopedica.

Frattura

Le fratture che coinvolgono le ossa della caviglia, come malleolo interno, malleolo esterno e astragalo, vengono trattate con immobilizzazione tramite gesso o specifici tutori: a seconda della gravità, le fratture possono richiedere una doccia gessata od un intervento chirurgico per stabilizzare la lesione ossea. A seguito di gravi lesioni post-traumatiche, come ad esempio un incidente automobilistico, può verificarsi una lussazione dell’articolazione della caviglia: questo tipo di infortunio, se particolarmente grave, richiede quasi sempre un intervento chirurgico di stabilizzazione.

Trattamento dolore alla caviglia

Il metodo POLICE, acronimo di riposo Protection (protezione) – Optimal Loading (carico ottimale) – Ice (ghiaccio) – Compression (compressione) – Elevation (elevazione), è quello migliore per trattare il dolore acuto alla caviglia. Ciò comprende:

  • Protezione. Attraverso tutori rigidi o semirigidi e bendaggi funzionali è possibile migliorare la stabilità della caviglia riducendo il rischio di subire un trauma potenzialmente peggiorativo del dolore.
  • Carico Ottimale. In base al grado di dolore e di lesione delle strutture della caviglia, è importante modulare il carico che l’articolazione deve sopportare attraverso l’utilizzo di stampelle o bastoni o attraverso uno scarico del peso corporeo: in questo modo si evita di stressare ulteriormente la caviglia, ma la si mantiene attiva favorendo la sua guarigione.
  • Ghiaccio. Mettere una borsa di ghiaccio sulla caviglia permette di modulare il gonfiore ed il dolore riducendo l’infiammazione acuta: la modalità più efficace prevede l’applicazione del ghiaccio sulla caviglia per non più di 15 minuti alla volta, con una frequenza di una volta l’ora e di 3-5 volte al giorno, per almeno le prime 72 ore dopo l’infortunio.
  • Compressione. L’utilizzo di una benda elastica, come ad esempio anche quella anti-trombo, permette di ridurre la fuoriuscita di edema ed ematoma, limitando la formazione di gonfiore e livido. Fare estrema attenzione a non stringere troppo per evitare reazioni opposte e problematiche alla circolazione sanguigna.
  • Elevazione. Quando possibile, tenere la caviglia sollevata sopra il livello del cuore, quindi appoggiata su una pila di cuscini o altri tipi di strutture di supporto, permette di favorire il drenaggio dei liquidi bloccati nella gamba.

Si possono assumere farmaci da banco per alleviare il dolore ed il gonfiore come il paracetamolo, mentre se possibile è meglio evitare farmaci antinfiammatori come ibuprofene che possono bloccare i processi riparativi della lesione. Non appena il dolore diminuisce, è importante riattivare la muscolatura della caviglia attraverso piccole circonduzioni sempre nel rispetto del dolore e senza forzare e migliorare la rigidità articolare attraverso movimenti di flessione plantare e flessione dorsale aiutati con le mani: questi movimenti attivi e passivi, aiutano a sbloccare l’articolazione, rinforzare i muscoli, ridurre il gonfiore e l’edema ed accelerare il processo di recupero. Se il dolore alla caviglia è il risultato dell’artrosi, non sarà possibile guarire completamente dalla lesione. Tuttavia, ci sono modi per gestirla, e possono aiutare:

  • utilizzare antidolorifici topici
  • assumere farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) per ridurre il dolore e modulare l’infiammazione
  • eseguire moderata attività fisica seguendo un programma di esercizi personalizzato per mantenersi attivi
  • seguire una dieta sana ed equilibrata
  • fare stretching per mantenere una buona gamma di movimento nelle articolazioni
  • mantenere il peso corporeo all’interno di un intervallo sano, ciò ridurrà il carico eccessivo e lo stress sulle articolazioni

Se le modifiche dello stile di vita e i trattamenti con farmaci non riducono il dolore, bisogna prendere in considerazione anche altre opzioni.

Un inserto per scarpe ortopedico o un plantare o un tutore per piede o caviglia è un ottimo modo non chirurgico per migliorare l’allineamento articolare, riducendo le tensioni e gestendo il dolore e il disagio. Gli inserti per il piede presentano dimensioni, forme e grado di rigidità diverse in base al tipo di supporto che vogliamo dare: in questo modo, viene ridistribuito il peso corporeo in maniera più uniforme, riuscendo in questo modo a ridurre sensibilmente la pressione e, quindi, il dolore, su piede e caviglia.

Le cavigliere sono delle fasce elastiche che servono ad avvolgere l’articolazione della caviglia per darle stabilità: esistono di diversa forma e rigidità, in base al grado di supporto che si vuole dare, e solitamente si inseriscono tranquillamente in quasi tutte le calzature.

Le iniezioni di steroidi possono essere utilizzate per ridurre il dolore e l’infiammazione nei casi più severi: il medicinale che viene iniettato si chiama corticosteroide e serve per ridurre la rigidità articolare e per facilitare il drenaggio dell’edema della caviglia ma non è una pratica sempre consigliata perché da un lato riduce momentaneamente i sintomi, dall’alto può peggioramento il quadro clinico a lungo termine.

Fonte: https://www.fisioterapiaitalia.com/blog/dolore-alla-caviglia/

Categorie del blog

Articoli recenti