Il dolore ai piedi è relativamente comune e può essere causato da diverse situazioni e patologie: possiamo sentire sia dolore nella parte superiore del piede che nell’ arco interno o sotto le dita. Altre volte è un dolore che si prova quando si appoggia il piede a terra, oppure è un fastidio che si presenta soprattutto al risveglio. Per questa serie di motivi, alla base di un dolore ai piedi ci può essere sia un’unica causa specifica sia un insieme di concause.

È fondamentale quindi richiedere la consulenza di un Fisioterapista per inquadrare il proplema e creare un percorso terapeutico specifico per il proprio caso. Il fisioterapista attraverso la somministrazione di test di terapia manuale, ortopedici e analisi del movimento è individua il problema, è in base alla tipologia del paziente, bambino, sportivo, anziano ecc. stabilisce il programma riabilitativo in relazione al quadro clinico e agli obiettivi del paziente.

I problemi ai piedi ed alle caviglie possono spesso essere associati all’artrosi: con l’avanzare dell’età, l’anatomia del piede cambia forma e può peggiorare causare diverse patologie come l’artrosi, che se colpisce le articolazioni del piede stesso comporta degli squilibri che generano conseguentemente disabilità e dolore ai piedi.

Anatomia del piede

Il piede è il perno fondamentale di tutti i movimenti degli arti inferiori: è un sistema intricato e complesso composto da 26 ossa, 33 articolazioni, muscoli multipli, tendini, nervi, legamenti, borse, vasi sanguigni e linfatici.   Il piede, quindi, fornisce un’efficiente ed efficace capacità di assorbimento degli urti e di propulsione per consentirci di camminare e correre. Per questo motivo, il dolore al piede indica che c’è qualcosa che non funziona come dovrebbe nell’interazione tra le strutture interne del piede e con il resto del corpo, o nel modo in cui il piede stesso interagisce con i fattori esterni come il terreno.

Le ossa formano due arcate incrociate del piede: l’arco longitudinale percorre tutta la lunghezza del piede, mentre l’arco trasversale percorre la sua larghezza a livello dei metatarsi.

L’articolazione della caviglia mette in relazione la parte superiore del retropiede, ovvero la porzione più prossimale, con la parte inferiore della gamba, ovvero tibia e perone.

Le ossa del piede si articolano tra di loro grazie ad un resistente sistema di legamenti e capsule articolari, che permette di dare stabilità ed al tempo stesso mobilità ad una struttura così importante per il nostro equilibrio.   I muscoli del piede, insieme a un tessuto molto resistente noto come fascia plantare, forniscono un supporto secondario al piede e all’arco longitudinale. I movimenti del piede sono regolati da muscoli intrinseci, ovvero la cui origine ed inserzione si trovano entrambe all’interno del piede, e da muscoli estrinseci, ovvero che si inseriscono all’interno del piede ma prendono origine dalla gamba.

Inoltre, all’interno del piede troviamo dei cuscinetti di origine adiposa, che permettono di aumentare la capacità di sopportare il carico ed il peso corporeo e di assorbire gli urti e gli impatti.   Il piede è anche ricoperto da capsule articolari e grasso, o meglio tessuto adiposo, che agiscono come meccanismo di difesa primario da pericoli meccanici esterni o infezioni e ferite. I tendini, grazie alla continua trazione che esercitano sulle strutture ossee su cui si inseriscono, consentono al piede di rimanere in costante equilibrio per mantenere l’allineamento ottimale.

Cause dolore ai piedi

Come e quando si verifica il dolore al piede ed il punto esatto del fastidio sono gli indizi principali di quelle che possono essere le cause. Quando c’è dolore, il corpo reagisce cambiando il modo in cui si muove o funziona nel tentativo di ridurre il più possibile il dolore: per questo motivo, queste compensazioni e cambiamenti biomeccanici possono impedire il normale movimento corporeo, causando ulteriori lesioni al piede od ad altre parti del corpo, arti inferiori o colonna vertebrale.

Fascite plantare

Se il dolore è localizzato sul tallone, estendendosi a volte anche su tutta la pianta del piede, ci potremmo trovare difronte ad una fascite plantare. La fascite plantare è un’irritazione o un’infiammazione della fascia di tessuto connettivo che collega le dita dei piedi all’osso del tallone. Di solito il dolore è più intenso al mattino ed al risveglio, e diminuisce dopo aver fatto qualche passo.

Le accortezze principali per trattare una fascite plantare sono:

  • far riposare il piede ove necessario
  • far allungamenti del tallone e del muscolo del piede
  • prendere antidolorifici da banco.
  • effettuare trattamenti con onde d’urto.
  • Indossare scarpe con un buon supporto per l’arco e una suola ammortizzata.

Spina calcaneare

Gli speroni calcaneari sono un’altra fonte di dolore ai piedi: si tratta di escrescenze anormali di osso sul fondo del tallone. Possono formarsi indossando scarpe non adeguate per periodi prolungati oppure svilupparsi in seguito ad una postura anormale ed a microtraumi ripetuti al piede, come quelli che derivano da attività come la corsa. Le spine calcaneari possono causare dolore ai talloni sia mentre si cammina che mentre si sta in piedi: tuttavia, è una condizione spesso asintomatica, per cui molte persone presentano speroni al calcagno ma senza sviluppare dolore. Le persone con il piede cavo o pronato hanno maggiori probabilità di sviluppare questa formazione ossea benigna. Questa patologia può essere associata con la fascite plantare e il trattamento oltre a essere mirato al ripristino del corretto schema motorio può avere degli straordinari benefici grazie all’utilizzo delle onde d’urto.

Metatarsalgia

La metatarsalgia è un’infiammazione nella parte inferiore e frontale del metatarso, nell’avampiede. Le cause possono essere numerose, per questo motivo un esame clinico specifico permette di fare una diagnosi corretta e di conseguenza il percorso terapeutico adeguato.   Il dolore solitamente peggiora quando si cammina e si riduce con il riposo. La metatarsalgia è una conseguenza dell’eccessivo stress sopportato dall’avampiede: un piede troppo piatto, troppo cavo o un difetto nella postura può creare un sovraccarico difficile da gestire per il corpo, che aumenterà il peso da sopportare da parte dell’avampiede. Allo stesso modo, questo stress sui piedi può essere provocato anche da un evento acuto come un allenamento troppo intenso o con un peso eccessivo.   Il 90% dei pazienti affetti da metatarsalgia ha una causa “biomeccanica”.   Il trattamento conservativo è diverso a seconda dell’origine della metatarsalgia ed è spesso sufficiente per ridurre il dolore. La fisioterapia permette di migliorare l’elasticità dei muscoli del polpaccio e di ridurre gli squilibri muscolo-tendinei.   La modifica delle calzature, con scarpe larghe con tacco basso, e l’uso di supporti plantari, con ortesi che consentono una ridistribuzione più uniforme dei carichi sull’avampiede, solitamente danno ottimi risultati nella riduzione dello squilibrio biomeccanico e quindi sul dolore.

Neuroma di Morton

Il neuroma di Morton è una patologia che provoca un ispessimento del tessuto attorno ai nervi che si trovano alla base delle dita dei piedi e che causa solitamente dolore, sensazioni anomale ed intorpidimento sopra o sotto la pianta del piede. Le persone maggiormente colpite dal Neuroma di Morton sono sicuramente le donne: infatti, indossare continuamente scarpe col tacco alto o molto strette facilita l’insorgenza della patologia.   Le accortezze principali per trattare il Neuroma di Morton sono:

  • Indossare inserti per scarpe volti a ridurre la pressione sul nervo
  • iniezioni di anestetico locale e steroidi
  • antidolorifici
  • evitare di indossare scarpe con tacco e a punta stretta
  • evitare attività che mettono sotto pressione il neuroma
  • intervento chirurgico in casi estremi .
  • effettuare percorsi terapeutici specifici

Gotta

La gotta è una malattia metabolica che deriva da un eccesso di acido urico nel corpo: i cristalli si accumulano nelle articolazioni dei piedi, causando forti dolori e gonfiori. Il principalmente interessato e colpito dalla gotta è l’alluce.   L’aumento dell’acido urico è solitamente dovuto a fattori dietetici (come una dieta ricca di purine, sostanze che verranno degradate in acido urico dall’organismo) o fattori ereditari.   I rimedi più efficaci per trattare la gotta sono:

    • far riposare il piede
    • mettere ghiaccio sulla zona
    • assumere farmaci come la colchicina, farmaci antinfiammatori non steroidei ( FANS ) o il prednisone

sono controllo medico.

  • Evitare i cibi che possono aumentare la concentrazione di acido urico come molluschi, carne, insaccati, pesce ad alto contenuto di purine come acciughe, alici, sardine.

Borsite al piede

La borsite è l’infiammazione di una borsa, ovvero una sacca piena di liquido con la funzione di cuscinetto per separare le ossa tra di loro o dalle altre parti del corpo, come tendini o muscoli. La borsa facilita i movimenti del tendine sopra l’osso, contrastando l’attrito e impedendo al tendine di deteriorarsi continuamente a causa dello sfregare contro l’osso.    Ci sono borse sierose su piede, ginocchio, anca, gomito, spalla e polso. : a differenza dei tendini che si ispessiscono e si deformano a causa dell’uso eccessivo, la borsa subisce un maggiore attrito ed è quindi spesso soggetta ad infiammazione.   La borsite al piede si forma solitamente a causa dei continui stress meccanici che subisce il piede, come l’eccessivo attrito o pressione dovuti a scarpe e calzature inadatte o da alterazioni funzionali e o posturali.

Dito a martello

Le dita a martello rappresentano una deformità delle dita dei piedi, più in particolare del secondo, terzo o quarto dito, che si piegano su se stesse e sull’articolazione centrale, creando un aspetto simile ad un martello; sebbene possano essere causate dall’uso di scarpe inadatte, solitamente le dita a martello sono causate da uno squilibrio muscolare tra muscoli estensori e muscoli flessori delle dita.   Per aiutare a migliorare questa condizione, quando possibile, è consigliabile indossare scarpe con una pianta larga e profonda ed eseguire dei semplici esercizi a casa per allungare i muscoli delle dita.

Frattura al dito del piede

Una frattura al dito del piede può essere causata da traumi sia diretti che indiretti: solitamente il dolore si concentra nella parte dell’avampiede e la diagnosi viene effettuata tramite una lastra ( radiografia).   Mentre le fratture minori po ssono richiedere solo immobilizzazione, riposo, ghiaccio e antidolorifici, le fratture più severe e gravi possono richiedere un intervento chirurgico.

Alluce rigido

L’ articolazione dell’alluce va spesso incontro a rigidità a causa dell’artrosi, i sintomi principali sono dolore e rigidità articolare che peggiora nel tempo. Il trattamento si basa solitamente su farmaci antidolorifici, chinesiterapia ed esercizi di stretching, ma nei casi più gravi ed invalidanti diventa necessario un intervento chirurgico.

Calli e Duroni

I calli sono delle micro lesioni della pelle che si formano sotto e sopra le dita dei piedi, mentre i duroni sono degli ispessimenti della pelle che si formano su un punto di maggior irritazione e pressione sul piede o sulla punta delle dita.   I consigli più utili per trattare efficacemente calli e duroni sono:

  • Indossare scarpe adatte
  • Uso di antibiotici in caso di infezione
  • Rimozione manuale con uso di pomate a base di acido salicilico

Tendinite al piede

La tendinite è un’infiammazione acuta a danno del tendine, la struttura che unisce il muscolo corrispondente all’osso. I tendini che regolano i movimenti del piede sono particolarmente lunghi, e spesso vanno incontro ad un’infiammazione della struttura che li circonda, provocando dolore al piede in molte posizioni diverse.

Le terapie più efficaci per risolvere una tendinite al piede sono:

  • far riposare il piede
  • farmaci antidolorifici
  • iniezioni di steroidi
  • laserterapia
  • tecarterapia
  • rieducazione funzionale e propriocettiva
  • rieducazione posturale

La chirurgia per risolvere infiammazioni tendinee croniche è raramente necessaria.

Esercizi per gestire il dolore ai piedi

La riabilitazione funzionale e l’allenamento terapeutico rappresentano uno dei migliori rimedi per molte patologie del piede. Purtroppo non esistono esercizi che vanno bene per tutti i tipi di disturbo, quindi è necessario fare un attenta diagnosi prima di iniziare un programma di esercizi. Se la causa del dolore ai piedi è la fascite plantare o l’infiammazione del tendine d’Achille, esistono semplici esercizi da poter fare autonomamente che permettono di allungare i muscoli dell’arcata plantare ed il tendine, alleviando così il fastidio e prevenendo lesioni future.

  • Sedersi e incrociare il piede dolente sopra il ginocchio della gamba opposta: afferrare la base delle dita dei piedi e tirarle indietro verso di te fino a sentire un allungamento dei muscoli della pianta del piede. Tenere premuto mantenendo la posizione per 15-20 secondi e ripetere per 3 volte.
  • Sedersi e appoggiare la pianta del piede sopra un oggetto rotondo ma sufficientemente rigido (ad esempio una pallina da tennis non troppo gonfia): far scivolare il piede in tutte le direzioni sopra la pallina per alcuni minuti, percependo una sensazione di rilassamento della muscolatura della pianta del piede, e ripetere questo esercizio almeno due volte al giorno.
  • Stretching del polpaccio in piedi: mettersi difronte ad un muro con le mani appoggiate sulla parete all’altezza delle spalle e posizionare un piede di fronte all’altro. Il piede anteriore dovrebbe trovarsi a circa 30 cm dalla parete, il posteriore subito dietro. Piegare il ginocchio anteriore mantenendo il ginocchio posteriore ben teso, in questo modo sentiremo l’allungamento dei muscoli del polpaccio della gamba posteriore. Mantenere la posizione per qualche secondo, ripeterlo per una decina di volte, poi cambiare gamba e eseguire lo stesso esercizio.
  • Da posizione seduta, mettere un asciugamano sul pavimento di fronte ai piedi: tenendo il tallone ben appoggiato a terra, raccogliere l’asciugamano usando esclusivamente le dita di entrambi i piedi. Ripetere 10-20 volte.
  • Sedersi sul pavimento ed allungare per quanto possibile una gamba: prendendo un asciugamano ed avvolgendolo attorno alle punte del piede, tirare con entrambe le mani i due capi dell’asciugamano mantenendo la gamba più dritta possibile, sentendo l’allungamento dei muscoli posteriori della gamba. Tenere tirato per 30 secondi, ripetendo 3 volte per ogni gamba e piede.

L’esercizio fisico rappresenta una componente fondamentale per mantenere il nostro corpo costantemente attivo, con benefici diretti su articolazioni ed ossa, e per tenere sotto controllo il nostro peso corporeo. Infatti, in caso di sovrappeso, la pressione esercitata sui piedi aumenta considerevolmente, con conseguenti dolori. Nel caso il dolore ai piedi sia talmente intenso da rendere difficile l’esecuzione di esercizi a secco, può essere utile eseguire li stessi esercizi in un ambiente più leggero come l’acqua attraverso la idrochinesiterapia. Un fisioterapista specializzato è in grado di suggerire l’allenamento terapeutico con gli esercizi più efficaci per coloro che presentano particolari problemi ai piedi.

Se al risveglio le caviglie si presentano particolarmente bloccate, eseguire dei lenti e completi movimenti e fare un bagno o doccia caldi permette di allentare le tensioni articolari e di ridurre la rigidità capsulo-articolare. In caso di fascite plantare e caviglie gonfie, durante la giornata lavorativa possono essere prese delle precauzioni per migliorare la sensazione di dolore: alternare ripetutamente attività in posizione seduta ed in piedi per scaricare la pressione dei piedi,  riposare per 10 minuti ciclicamente durante il giorno tenendo i piedi sollevati, favorendo così il drenaggio dei liquidi ed il rilassamento muscolare.

Calzature per chi ha dolore ai piedi

Indossare calzature idonee fa sicuramente la differenza per quasi tutti i problemi ai piedi. Scarpe col tacco alto o calzature che stringono i piedi in punta possono contribuire allo sviluppo di deformità come dita a martello e alluce valgo e di infiammazioni come borsiti e fasciti plantari.

I piedi cambiano la loro conformazione anatomica con il passare dell’età, soprattutto in presenza di artrite. Per questo motivo, calzature adeguate contribuiscono a proteggere i piedi da lesioni, li sostiene, li mantiene caldi, asciutti e comodi, ed a stabilizzare la caviglia evitando che vada incontro a gonfiore eccessivo.

Calzature in pelle sono generalmente le più comode in caso di problematiche a carico dei piedi, anche se molti materiali moderni offrono comunque un’ottima traspirabilità, flessibilità e comfort.

Un podologo o un fisioterapista sono professionisti specializzati per consigliare se utilizzare una suola rigida od una morbida a seconda del problema al piede. In caso di dita a martello o deformazioni ossee, un rivestimento liscio senza cuciture è quello più indicato, mentre se si ha bisogno di solette o ortesi speciali, è importante assicurarsi che ci sia abbastanza spazio per modellarle ed adattarle all’interno della scarpa, specialmente nell’area delle dita.

Le pantofole di casa, grazie alla loro struttura morbida, possono sembrare le più comode per le dita dei piedi e le articolazioni prominenti, ma è bene assicurarsi che le suole offrano un’ammortizzazione adeguata.   In caso di artrosi o artrite, i piedi con il passare degli anni cambiano forma diventando più larghi e più gonfi : per questo motivo, quando devono essere comprate delle calzature adeguate, è bene prendere le misure mentre si sta in piedi e non da seduti, possibilmente nel tardo pomeriggio e non di mattina, così che le caviglie si trovino nelle loro dimensioni massime in termine di gonfiore.   La scarpa giusta deve essere scelta in base alle sensazioni che rilasciano, e non in base ad una dimensione prestabilita: infatti, le dimensioni variano in base al marchio di scarpe ed allo stile., per cui è importante che la scarpa si adatti il più possibile alle dita dei piedi, sotto la suola e sul retro dei talloni.

In caso avessimo un piede più grande dell’altro, con differenze anche di 1 cm dello spazio nella parte anteriore della punta dei piedi, è importante acquistare la calzature della dimensione del piede più grande: per pareggiare le differenze, è possibile inserire una soletta nella scarpa del piede più piccolo.   Quando si provano le scarpe, è bene farlo indossando le calze che si indossano normalmente, od utilizzando le solette od ortesi che si usano quotidianamente: questo perché alcune solette potrebbero richiedere una profondità maggiore, specialmente nella zona delle dita.

Le scarpe giuste sono quelle comode quando si provano per la prima volta, non è necessario comprarle più piccole con la speranza che possano allargarsi ed adattarsi al piede con il consumo.   Infine, come già detto, calzature con struttura ed interno in pelle aiutano sono più traspiranti rispetto alle scarpe fatte con materiali sintetici, isolando maggiormente i piedi ed evitando umidità ed infezioni fungine.

Fonte: https://www.fisioterapiaitalia.com/blog/dolore-ai-piedi/

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